Packaging Compostabile

Compostabile: il packaging alimentare biodegradabile

Nel Packeging Alimentare, tutto ciò che non è biodegradabile è divenuto soggetto a divieto di utilizzo.

La chimica delle industrie di settore ha trovato eccellenti soluzioni. Polpa di cellulosa e PLA (acido polilattico) sono i materiali protagonista di questa green revolution. Cannucce, bicchieri, piatti e piattini, posate e quant’altro non sono più un problema, né per l’inquinamento né per la gestione dello sparecchiamento, tutto finisce nell’umido!

In materia di Chimica Ambientale la Degradazione subita da un qualsiasi materiale attraverso l’azione di batteri, microorganismi e funghi attribuisce al materiale stesso la titolazione di Biodegradabile.

Il materiale biodegradabile rappresenta una straordinaria alternativa all’utilizzo del polistirolo e trova ampio utilizzo nella realizzazione di contenitori per alimenti.

Le caratteristiche dei contenitori  realizzati in materiale biodegradabile sono straordinarie. Permettono di porre il recipiente sia in frigorifero che nel forno a micro onde e lo stesso, una volta smaltito si decomporrà nel giro di sette otto settimane.

Il materiale denominato PLA (acido polilattico) è costituito da una plastica biodegradabile ricavata attraverso una lavorazione dell’amico di mais.

Al termine del suo ciclo di vita ridiviene acqua e questo lo rende straordinariamente vantaggioso ai fini ambientali.

L’unico handicap è rappresentato dalla sua temperatura di fusione che risulta piuttosto bassa. Ne consegue che l’utilizzo ottimale è quello previsto per cibi e bevande freddi.

Il materiale denominato CPLA si differenzia dal PLA per la cristallizzazione dell’amido di mais durante la lavorazione. Ciò ne permette l’utilizzo a temperature più alte ovvero quello previsto per il contenimento di cibi caldi.

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